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Al Pacino come Dalì

salvador-dali-in-sea.jpgAndrei Niccol (già regista di Lord of war, S1m0ne e Gattaca) ha in progetto di girare “Dali & I: The Surreal Story”. Ovvero il film sulla vita del pittore spagnolo Salvador Dalì, già collaboratore di Luis Buñuel nella realizzazione del film “Un chien andalou”, proiettato a Parigi nel 1928.
La storia è ispirata al libro autobiografico dello scrittore e giornalista belga Stan Lauryssens, che ebbe la fortuna di conoscere personalmente l’artista.
La parte di Dalì sarà affidata alla bravura di Al Pacino (riuscite a immaginarvelo con i baffetti?) e il giornalista sarà interpretato da Cillian Murphy.
Uscita prevista nel 2009.

Grazie a Fab

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sunshine (2007)
dicembre 16, 2007, 11:19 pm
Filed under: Recensioni | Tag: , , , , , ,

sunshine_ver2.jpgregia: Danny Boyle
interpreti: Cillian Murphy, Chris Evans, Cliff Curtis, Michelle Yeoh
durata: 107 minuti
nazionalità: UK, USA

Il sole sta morendo. Dobbiamo correre lassù, farlo esplodere con una super bomba, salvare lui, salvare noi. L’impresa è difficile, ci abbiamo già provato ma qualcosa non è andato come volevamo e abbiamo perso le tracce di chi ha tentato prima di noi.
A fine visione, ero certa di aver guardato due film.
Uno, ovvero tutto il primo tempo, è un film in cui l’impatto emotivo domina su tutto e Danny Boyle riesce a farci vivere in maniera davvero spettacolare l’estasi di fronte al potere del sole, l’empatia che i personaggi sviluppano con esso: fonte di vita imprescindibile tanto da diventare placenta da cui si viene avvolti e nutriti contrapposta al buio indefinibile dell’ universo, landa desolante e fredda che dobbiamo affrontare e attraversare per giungere alla luce, per compiere la missione.
Il secondo, o meglio la seconda parte, invece è un film rattoppato e fatto di corsa[senza per questo evitare di sprecarci una grande quantità di energia e di mezzi]come a dire dobbiamo sbrigarci a finirlo: lanciamoci nel fanta-horror(sanguedistruzioneesgomento) che in qualche modo ci dobbiamo uscire da qui, per arrivare con un prodotto finito che tanto finito non è.
La pellicola doveva durare sicuramente di più, e la sceneggiatura si perde completamente rispetto al percorso intrapreso. Certo, il carico di responsabilità crescente nei personaggi che hanno in mano le sorti dell’umanità prima o dopo doveva in qualche modo esplodere, ma c’era davvero bisogno di ricorrere a espedienti da b-movie per chiudere?

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