Anemicinema


“nessuno è pronto per paranoid park”
dicembre 3, 2007, 11:43 pm
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paranoidparkloc.jpgFinalmente! Uscirà questo venerdì Paranoid Park, l’ultimo film di Gus Van Sant, vincitore a Cannes del premio speciale per il 60esimo anniversario del festival. Il film, basato sul romanzo omonimo di Blake Nelson, è costruito attorno all’omicidio involontario di una guardia da parte di Alex, uno skater sedicenne e alla decisione del ragazzo di non dire niente a nessuno al riguardo. Il Paranoid Park del titolo è un malfamato parco di Portland fuori dal quale avviene il delitto. Il protagonista è interpretato da Gabe Nevins, per la prima volta sul grande schermo.
Dato il mio amore per Gus Van Sant e per il suo modo di fare cinema, ormai sto contando i giorni, anche perché c’è chi sostiene che sia addirittura migliore di “Elephant”.

sito ufficiale (francia)
sito ufficiale (uk)
trailer



film nelle sale da venerdì 7 dicembre
dicembre 3, 2007, 9:20 pm
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COME D’INCANTO
ENCHANTED
Regia: Kevin Lima
Genere: commedia

HITMAN – L’ASSASSINO
HITMAN
Regia: Xavier Gens
Genere: azione

IRINA PALM

IRINA PALM
Regia: Sam Garbarski
Genere: drammatico

L’ETA’ BARBARICA
L’ÂGE DES TÉNÈBRES
Regia: Denys Arcand
Genere: commedia

PARANOID PARK
PARANOID PARK
Regia: Gus Van Sant
Genere: thriller

THIS CHRISTMAS: UN MARITO NUOVO PER MAMMA
THE PERFECT HOLIDAY
Regia: Lance Rivera
Genere: commedia

TRIPLICE INGANNO
LES BRIGADES DU TIGRE
Regia: Jérôme Cornuau
Genere: drammatico

UNA BALLATA BIANCA
UNA BALLATA BIANCA
Regia: Stefano Odoardi
Genere: drammatico



across the universe (2007)

poster_across-the-universe.jpgregia: Julie Taymor
interpreti: Evan Rachel Wood, Jim Sturgess, Joe Anderson, Dana Fuchs, Martin Luther, T.V. Carpio
durata: 131 minuti
nazionalità: USA

Julie Taymor è riuscita a prendere 34 canzoni dei Beatles e a servirci su un piatto dorato un gustosissimo frullato (di quelli da 5 dollari, ovviamente) degli anni Sessanta.
Gli ingredienti sono capelli biondi da borghesia da villetta a schiera, una barbetta sfatta impregnata di fabbrica di liverpool, letti plastificati incredibilmente pop, pareti scrostate da dove si intravede il cielo, un inquietante circo onirico con bamboline di cartapesta su pattini a rotelle, una superstar travestita da beatprofeta travestito da superstar, una manciata di riccioli di Janis Joplin e una ciocca di Jimi Hendrix, blocchi di(da) esercito, uno Zio Sam pedinatore, bombe-fragola infilzate da una siringa di erotica follia vietnamita, le incongruenze della rivolta e la violenza dell’arte.
E poi ancora tetti come campi da golf e poi come palchi di un amore,bagni purificatori in un mare tinto con lsd, qualunquismi & luoghicomuni, tutto il fascino di un’epoca che rimane immaginata, tratteggiata e poi colorata a tinte scintillanti.
I Beatles sono ovunque, avvolgono con cura ogni minimo dettaglio con le loro parole e le loro note, supervisionando il tutto dall’alto, come simbolici dei in technicolor.

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