Anemicinema


Million Dollar Baby (2004)

milliondollar-baby.jpgregia: Clint Eastwood
interpreti: Clint Eastwood, Hilary Swank, Morgan Freeman
durata: 132 minuti
nazionalità: USA

Sembra quasi un testamento, questo capolavoro del grande vecchio del cinema americano, che già ci aveva conquistati con Gli Spietati e che sembrava aver toccato la vetta più alta con Mystic River, e che invece è riuscito a stupirci di nuovo.
Un testamento perchè qua il vecchio cowboy, padrone della sua ormai sicura recitazione,ed impugnando ancora una volta magistralmente la macchina da presa ci trasmette dolore, desiderio di protezione, forza, impotenza e amore.
Frankie Dunne, allenatore di boxe infallibile ma segnato dalla paura di far combattere i suoi pugili per il titolo, nella sua sporca e scarna palestra, dove l’unica cosa che conta è l’odore del sudore che sgorga picchiando con amore contro il sacco, incontra Maggie Fitzgerald (Hillary Swank), trentenne, cameriera, sola ed abbandonata a se stessa che riesce a convincerlo -grazie anche al narratore-fratello-amico (Morgan Freeman) a farle da trainer.
Tra i due si instaura anche attraverso le ruvidezze iniziali, un’ alchimia densa d’amore malcelato e di necessità per entrambi di avere qualcuno in cui credere: Frankie diventa padre duro e protettivo, Maggie diventa figlia testarda e fiduciosa.
Frankie insegna, sfinisce, protegge -o almeno cerca in tutti i modi di proteggere- la giovane pugilessa.
E, infine, sbaglia. Commette un errore stupido (ma non lo sono forse tutti gli errori?) che sarà praticamente fatale per la sua “macushla”.
Già, perchè macuslha è il soprannome scritto sull’accappatoio della giovane Maggie; una parola sconosciuta per lei, una parola irlandese perfetta in quell’ America che tanto abbandona a loro stessi questi due loser accompagnati dalle loro sconfitte.
Ma sarà quella parola a liberarli, a far vincere la determinazione, l’amore per il pugilato, sarà ancora quel nomignolo a far passare Maggie, questa million dollar baby, da un ring all’altro, mettendo K.O. una dopo l’altra le avversarie. Quel macushla, simbolo di un amore, non cederà nemmeno ad una famiglia ingrata e arrogante che non capisce(quella di Maggie) e che pensa solo ad approfittare il più possibile del talento della ragazza, non cederà agli errori umani di un padre-allenatore, nè all’ultima lotta della forte Maggie costretta infine in un letto d’ospedale fra tubi e tubicini che incatenano la sua energia inarrestabile.
Un film che lascia il segno, decisamente; la regia è di impostazione classica, arricchita da scenografie azzeccatissime, i toni del blu e del nero accompagnano le vite legate a doppio filo alla reltà suburbana di los angeles, città nota al cinema per le palme e le grandi strade, e di sicuro non per la realtà dei sobborghi, non per la sporcizia dei viottoli, le chiese di quartiere, per le vite trascinate.
Il vecchio clint, porta con maestria i suoi anni e la sua esperienza, i primi piani -ormai noti- del suo volto accigliato, acquisiscono ora un senso in più, quello della maturità; la scelta di Hillary Swank non poteva essere più azzeccata: grandiosa in quanto capace di trasformazioni, recitative e fisiche, esemplari( per i combattimenti non sono state usate controfigure, li ha fatti tutti lei) grandiosa nel fare la dura, arte probabilmente insegnatale dal maestro.

” Sei troppo vecchia, non ce la farai mai. E non hai la stoffa.”

milliondollarbaby.jpg

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