Filed under: Recensioni | Tag: 2007, american gangster, denzel washington, frank lucas, richie roberts, ridley scott, russell crowe, usa
regia: Ridley Scott
interpreti: Denzel Washington, Russell Crowe, Chiwetel Ejiofor, Josh Brolin, Ruby Dee, Lymari Nadal, Carla Gugino
durata: 157 minuti
nazionalità: USA
American Gangster, per lo stile classico Hollywoodiano, i protagonisti, il regista intoccabile e i temi è uno di quei film che di sicuro in pochi si perderanno.
Russell Crowe (che qua è neanche troppo cordialmente odiato) è Richie Roberts, il poliziotto incorruttibile che si ritroverà a “dare la caccia” a Frank Lucas (Denzel Washington, che invece è da me amato incondizionatamente), colui che con sole due dita tiene stretto il braccio malato e dipendente della New York degli anni ’70.
Lucas è uno che viene dal basso, ha una famiglia numerosissima da cui è scappato per trovare fortuna nella grande mela. Si è piegato, ha assistito e amato Bumpy Johnson, un importante Boss per il quale ha lavorato come autista tuttofare per circa 15 anni. La sua morte è l’occasione per Frank di diventare potente, e lo farà importando eroina dal Vietnam dentro le inviolabili casse che trasportano i corpi dei soldati americani, per poi farla cadere come neve fatale su tutta la città.
Roberts è il detective che per la sua onestà si è fatto odiare da tutta la polizia del New Jersey, è testardo, caparbio, leale e coraggioso.
Scott ci mostra questa coppia antitetica come due personaggi complementari dove i difetti dell’uno sono i pregi dell’altro, come a volerci dire che non siamo mai del tutto buoni e mai così cattivi, che alla fine è una questione di priorità. Così Lucas fa soldi nel più terribile dei modi ma al primo posto mette sempre la famiglia, mentre Roberts crede talmente nella giustizia e nel suo lavoro da arrivare a sacrificare moglie e figlio.
Il regista ci mostra in pieno le sue innegabili capacità, vagando con precisione e costanza in una New York soffocante e bellissima, dove la cupezza dei palazzi e la sporcizia dell’asfalto schiacciano senza pietà le esistenze dei moltissimi che nel decennio che è simbolo del crollo degli ideali, scelgono l’eroina alla vita.
Mentre, mio malgrado, Crowe si cala bene nella parte (o almeno, esegue gli ordini anche se senza particolare slancio), Washington anche se sempre grandioso, si presenta qua un tantino sotto tono, probabilmente per scelta registica, in quanto è evidentemente un film da recitare in coppia, dove lo spazio a disposizione di uno è e vuole essere equivalente a quello dell’altro: siate supereroi, ma senza rubarvi la scena.
Tutto perfetto quindi, ma c’è qualcosa che manca: sembra che il calcolo vinca sul trasporto, e sui titoli di coda risulta un buon prodotto confezionato con diligenza ma senza originalità né eccitazione, che non lascia dietro di sé quella impagabile sensazione di essere testimoni di qualcosa di innovativo o di sconvolgente.

12 commenti finora
Lascia un commento


[...] sconosciuto: [...]
Pingback di Blog Cinema » American gangster (2007) gennaio 22, 2008 @ 6:00 pmi 157 minuti passano talmente veloci che ti chiedi questo film l’ho già visto, cosa c’è di nuovo!. russell crowe meglio di denzel washington. voto 6
Commento di ethan gennaio 22, 2008 @ 8:38 pmcondivido pienamente, soprattutto qui:
Commento di bricolagecinefilodelirante gennaio 22, 2008 @ 11:41 pm“sembra che il calcolo vinca sul trasporto, e sui titoli di coda risulta un buon prodotto confezionato con diligenza ma senza originalità né eccitazione, che non lascia dietro di sé quella impagabile sensazione di essere testimoni di qualcosa di innovativo o di sconvolgente.”
Da me si becca un bel 5. Non mi ha coivolto, emozionato e anche la fattura mi è sembrato buona ma non eccellente. La prima ora e mezza poteva essere condensata in mezz’ora e il film ne avrebbe giovato…
Commento di Edo gennaio 23, 2008 @ 10:27 amNon sono d’accordo. Sia sul giudizio tutto sommato non propriamente positivo sul film, che con il parere inerente la prova di Washinghton.
Commento di Mr. Hamlin gennaio 23, 2008 @ 5:51 pmIo l’ho trovato straordinario, come (quasi) sempre.
Comunque, ai miei occhi, il considerevole ritorno di Scott.
ethan: crowe meglio di washington?non credo possa mai accadere ^^ è vero che denzel in questo non ha dato il meglio, ma addirittura che crowe sia migliore proprio non direi..
bricodelirio: o del tutto o per niente eh?:)
edo: sicuramente si dilunga e poteva essere condensato, ma probabilmente a scapito della cosa migliore del film: le incursioni su new york e nelle manie dei protagonisti..
mr hamlin: da me si prende la sufficienza per la cura nella regia, per i dettagli..come ho scritto, è un buon prodotto, ma non mi ha coinvolta: alla fine non mi ha lasciato molto dentro..
Commento di anemicinema gennaio 24, 2008 @ 8:23 amil mio riferimento crowe meglio denzel washington è inerente solo a questo film. washington ha fatto una caduta di stile anche in déjà vu di scott.
Commento di ethan gennaio 24, 2008 @ 11:37 amAlla fine non la pensiamo troppo diversamente…tranne che su washington, io l’ho trovato bravissimo e ci tengo a precisare che non mi è mai piaciuto molto come attore…
Commento di Filippo gennaio 24, 2008 @ 2:30 pmBeh il film nel suo complesso non è male, è vero che denzel non è al massimo delle sue potenzialità, russel fa la sua parte a me fa ridere come vestiva la scena finale è comica con lui che aspetta fuori appoggiato alla macchina con sti jeans che gli stanno male ma incarna bene la parte del poliziotto trash del suburban di new york
Commento di Fab gennaio 24, 2008 @ 9:16 pmIl mio apprezzamento per il film è legato unicamente al modo in cui Scott ha usato la camera come mostra l’universo delle strade di N.Y. diciamo che esteticamente è fatto bene ed è il pregio di scott.
Tra l’altro ho visto il film di Sean Penn e quello di Affleck…. aspetto la recensione di anemicinema! sto week end mi sparo Tim Burton e i brothers coen
Saluti
Il problema più grosso sta nell’aspetto divistico che brucia la veridicità della storia. Per contenerlo ci vorrebbe un regista di carattere come il Mann di heat, di cui il film prende la struttura binaria , oppure come nel capodopera the french connection di friedkin ampiamente citato nel film ed in generale un poco dimenticato,scelte attoriali che privilegiassero l’aderenza al personagggio piuttosto che la percezione glamor. American gangster è un film di produzione in cui Brian Glazer (A beautiful mind, Cinderella man) è molto più determinante di Ridley Scott, professionista della commissione…l’ho detto
Commento di nickoftime gennaio 24, 2008 @ 10:49 pmun abbraccio
ethan: di deja vù ho un vaghissimo ricordo di noia mortale..quindi probabilmente hai ragione..
filippo: io l’ho trovato un pò costretto..cmq denzel è L’UOMO, nessuno mi convincerà mai del contrario
fab: allora siamo d’accordo: anch’io ho apprezzato la regia e la mano precisa di Scott!
uffa arriva sempre tutto prima da voi, eh? cmq Penn lo vedrò nel weekend, ma affleck qua esce a marzo..cmq ho scoperto che ha già diretto un corto, che solo per il titolo andrebbe visto: “I Killed My Lesbian Wife, Hung Her on a Meat Hook, and Now I Have a Three-Picture Deal at Disney”
ahahahah!
nickoftime: con Mann sarebbe stata tutta un’altra cosa, sono d’accordo, ed è vero, questo è un film di produzione, e se vogliamo anche riuscitissimo nel suo intento. corro a leggere cosa ne avete scritto!
Commento di anemicinema gennaio 25, 2008 @ 11:20 amquando ho visto deja vù trovavo più interessante il mio vicino di poltrona si ingozzava di pop corn, ne ha mangiati penso 3 kg in un’ora. per me mann lo avrebbe reso più fantascientifico o no?
Commento di ethan gennaio 25, 2008 @ 1:42 pm