Archiviato in: Recensioni | Tag: 2007, alexandra maria lara, francis Ford coppola, tim roth, un' altra giovinezza
regia: Francis Ford Coppola
interpreti: Tim Roth, Alexandra Maria Lara
durata: 124 minuti
nazionalità: USA, Germania, Italia, Francia, Romania
Mi ci è voluta quasi una settimana prima di decidermi a scrivere qualcosa su questo film. Forse perché dovevo digerirlo. Chiariamoci, non penso che sia un film difficile in sé, penso che sia difficile scriverne. Semplicemente perché non era quello che mi aspettavo, mi ha lasciata interdetta e stupita.
Quindi farò un elenco disordinato e incompleto:
Punto 1- un favoloso Tim Roth, capace nella sua interpretazione di evoluzioni incredibili, capace soprattutto di destreggiarsi bene, benissimo nella storia fin troppo intricata del film e in ruolo ridondante che torna e ritorna nei mille specchi che lo accompagnano.
Punto 2 – appunto, la storia intricata del film: bella, interessante, una ricerca inarrestabile sui limiti dell’uomo, di fronte a se stesso, alla conoscenza, alla Storia, al passato (suo e del mondo) sui limiti dell’amore, che anche volendo essere sognatori,anche avendo una seconda possibilità, tutto non può.
Punto 3- grandiosi i passaggi onirici che ci fanno capovolgere insieme allo schermo, che si/ci confondono con il protagonista.
Punto 4- il tema del doppio, stra-abusato nel cinema e nella letteratura ma che comunque rimane sempreverde, e affascinante e che grazie appunto a Tim Roth continua a piacerci e coinvolgerci.
Punto 5- il flusso del film che con un ritmo serrato (non vogliatemene se lo definisco così) ci tiene tesi e attenti per la prima parte del film per poi sgonfiarsi quando il protagonista incontra -di nuovo- l’amata e, proprio quando la ricerca si fa più fitta per lui, quando gli manca poco per giungere finalmente all’origine del linguaggio e alla fine del suo libro, a noi cala un po’ la palpebra.
Punto 7- la fotografia, mamma mia, questo taglio antiquato proprio mi urtava, mi faceva guardare il film senza entrarci dentro.
Punto 6- la fine. Che dolore questo finale. La rosa che appare con un puff! da prestigiatore, la terza giovinezza che non può esserci: la prima Coppola ce l’ha avuta con Il Padrino e Apocalypse Now, la seconda con Dracula, questa terza, non c’è. Ma come vecchiaia ci può stare.

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Pingback di Blog Cinema » “Un’altra giovinezza” (2007) Novembre 19, 2007 @ 7:40 pmAnche io ci ho messo un bel po’ per scriverne qualcosa. Tim Roth da applauso e concordo sulla seconda parte molto più fiacca della prima. Ciau
Commento di Edo Novembre 22, 2007 @ 3:10 pm